Caso Zyprexa: IL SILENZIO DEI MASS-MEDIA.

Caso Zyprexa: IL SILENZIO DEI MASS-MEDIA.

La Costituzione Italiana Art. 32 ( la tutela della salute ). - Domenico Marigliano  Blogger

          

Dopo varie richieste,con esposti, con articoli,ma fino ad oggi nessuna risposta dal governo sul caso zyprexa in via sabelli all'istituto di neuropsichiatria infantile a roma,per questo Marigliano con queste semplici domande chiede ancora una volta delle spiegazioni da parte del ministro Lorenzin,sulla SANITÀ ROMANA .

 

7 DOMANDE PER LA NEUROPSICHIATRIA INFANTILE DI ROMA (via Sabelli):


1) Qual è il nome del Medico che ha permesso la somministrazione di dosi massicce ed off label del temibile psicofarmaco ZYPREXA alla (studentessa modello) figlia del Prof. Bigotti ?

2) Per quante settimane è stato somministrato questo terribile psicofarmaco alla figlia del Professore Bigotti ?

3) Chi ha richiesto un T.S.O. al Tribunale per i minorenni e perché??

4) Perché ed in virtù di quali poteri il Tribunale per i Minorenni di Roma avrebbe autorizzato il T.S.O. ed il successivo ricovero coatto, in pendenza della potestà genitoriale contro la volontà paterna ma in assenza dei presupposti della indifferibile urgenza e dell' imminente pericolo di vita per la giovane ragazza?

5) Le Istituzioni coinvolte hanno rispettato l'art. 32 Cost ovvero il diritto di cura scelto per la minore ovvero vi è stato una palese violazione di diritti umani costituzionalmente protetti?

6) Perché la Neuropsichiatria di Via Sabelli somministra "off label" Zyprexa chiedendone il rimborso al S.S.N. se proprio l'AIFA esprime parere contrario al suo utilizzo su minori ?

7) A quanto ammonta il costo sostenuto dal S.S.N. per il rimborso di questo farmaco utilizzato su minori ricoverati presso la Neuropsichiatria di Via Sabelli ed in altre strutture pubbliche sempre dedicate alla cura dei Minori ?

Tali interrogativi appaiono opportuni alla luce della storia sotto riportata:

La figlia dell’emerito [prof. Giulio BIGOTTI, oncologo di fama internazionale, passato alle cronache per le sue battaglie (sempre vinte) contro la malasanita’ e contro i baronati romani, e’ stata massacrata con sovradosaggi prolungati di un pericolosissimo psicofarmaco denominato " ZYPREXA " (al centro negli USA di una battaglia legale che ha portato la Ely Lilly (casa produttrice ) a dover risarcire oltre 1 miliardo di dollari per l'uso "off label" del farmaco) durante il suo "ricovero-prigionia" avvenuto nei mesi scorsi presso tale struttura nosocomiale. Molti cittadini chiedono di far luce su questo scandalo fino a sollecitare una interrogazione parlamentare per conoscere gli effettivi responsabili di quello che appare un vero e proprio accanimento terapeutico perpetrato a danni di una studentessa modello ancora in età adolescenziale; l'esperienza traumatica vissuta dalla minorenne farebbe quindi guadagnare, a buon diritto, la qualifica di manicomio moderno ad uno dei piu’ prestigiosi ospedali Romani.Inoltre, i cittadini Italiani reputano oltremodo doverose, in un periodo di
grandi sacrifici economici, di ricevere idonee risposte dal Ministro della salute  sui costi sostenuti dal S.S.N. per la somministrazione "off-label" di questo farmaco ai minori e, in
generale, sugli standard di cura riservati sempre ai minori lì ricoverati.Questa vicenda, in un periodo storico caratterizzato da diffusa corruzione morale e materiale appare la conferma di utilizzo di denaro pubblico per l'acquisto di un farmaco costoso (ZYPREXA) che pur non essendo indicato dall'AIFA per i minori viene loro somministrato con conseguente rimborso del costo dal del S.S.N. che in realtà è denaro pubblico. Sarebbe opportuno che tutti partiti politici vicini realmente alle esigenze dei cittadini ponessero all'attenzione della "Politica Sana e Reale" la problematica degli standard di cura effettivamente riservati ai minori ricoverati
nella struttura di Via Sabelli a prescindere dei paventati tagli previsti (che nulla hanno a che vedere con lo ZYPREXA) e, soprattutto, della effettiva osservanza in quella struttura del diritto di cura affermato dall'art. 32 Cost. e del conseguente consenso informato.

 

Inserito da Cristina Genna Blogger

 

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